Roma - Più tempo per saldare il conto a rate della rottamazione delle cartelle di Equitalia. Il punto non è in discussione almeno per Governo, maggioranza e i relatori delle commissioni Finanze e Bilancio, Giovanni Sanga (Pd) e Paolo Tancredi (Ap). La parola ora spetta alla Ragioneria e per questo solo oggi sarà sciolto il nodo. Il punto di incontro sarebbe stato trovato sull’emendamento di Scelta Civica-Ala che sposterebbe al 2018 almeno un terzo delle somme dovute, prevedendo almeno due rate nel 2018 di cui l’ultima da saldare entro il 15 dicembre.

Le risorse necessarie, stimate in circa 400 milioni dall’emendamento Sottanelli, sarebbero garantite dalle maggiori adesioni con l’allargamento della definizione agevolata ai ruoli affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2016 e non più fino al 31 dicembre 2015. Non solo. La sanatoria aprirà la strada anche alla rottamazione delle ingiunzioni di pagamento dei comuni che oggi non riscuotono con Equitalia (almeno 4.500 comuni) e che decideranno di aderire alla definizione agevolata.

Questa non è la sola novità sulla riscossione dei Comuni. Con un emendamento presentato ieri sera dai relatori e votato in nottata, viene previsto che la nuova Agenzia delle entrate-Riscossione, che secondo il Dl subentrerà ad Equitalia dal prossimo 1° luglio, potrà svolgere attività di riscossione anche per i Comuni. Il nuovo ente pubblico economico potrà svolgere le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali dei comuni e delle provincie e delle società da questi partecipate. Inoltre, con una riformulazione degli emendamenti del Pd sulla proroga al 31 maggio 2017 dell’affidamento a Equitalia dell’attività di riscossione e dell’indicazione del termine del 1° giugno 2017 entro cui il comune dovrà deliberare di continuare ad avvalersi del nuovo Ente pubblico, viene ora prevista la sola data del 31 luglio 2017 per proroga e delibera, nonché l’obbligo che l’affidamento della riscossione dovrà avere carattere pluriennale.

La nottata di ieri si è concentrata soprattutto sull’articolo 1 del Dl che dispone l’addio a Equitalia. Dopo aver accantonato per la mattinata di oggi il voto su temi particolarmente attesi come la proroga di sei mesi per le Posizioni organizzative temporanee (emendamento Causi) dell’agenzia delle Entrate, il Governo ha dato parere favorevole a una serie di modifiche a partire dalle maggiori tutele per il personale che transiterà da Equitalia al nuovo Ente. Si limita ai soli contratti di lavoro subordinato il divieto di assunzione posto per le società del gruppo Equitalia, così come viene chiarito che il nuovo ente Agenzia delle entrate-Riscossione è istituito a far data dal 1° luglio 2017, precisando che il presidente è scelto tra i magistrati della Corte dei conti. Tra i compiti del commissario straordinario sono inclusi gli adempimenti propedeutici all’istituzione del nuovo ente. Ma soprattutto, come chiedevano i sindacati di Equitalia – che domani e il 14 sono in stato di agitazione e potrebbero arrecare disfunzioni ai servizi ai contribuenti – per il personale trasferito al nuovo Ente non è più richiesto il superamento di una procedura di selezione e verifica delle competenze.

Al contrario si prevede soltanto la ricognizione delle competenze possedute, ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze dell’ente stesso (emendamento 1.2 Pelillo riformulato). Inoltre per il personale si garantisce la continuità dell’accesso al Fondo di previdenza dei lavoratori esattoriali (1.9 Peluffo) e viene cancellata la norma che prevedeva la ricollocazione del personale proveniente da altre Pa nelle amministrazioni di provenienza (1.86 Chiarelli e 1.97 Capezzone). L’Agenzia, inoltre, non dovrà più versare le somme correlate all’attività di riscossione conseguente all’acquisto delle azioni di Equitalia detenute dall’Inps. La vigilanza sul nuovo ente sarà affidata al Mef (1.15 Fregolent) e viene istituito uno sportello unico telematico per l’assistenza e l’erogazione di servizi ai contribuenti (1.52 Sottanelli riformulato). Via libera anche all’emendamento 5 stelle secondo cui il nuovo Ente pubblico sarà obbligato a redigere una relazione annuale sui risultati conseguiti in materia di riscossione (1.34 Ruocco riformulato). Infine, il nuovo Ente per il contenzioso potrà avvalersi oltre che del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e dei propri dipendenti, anche degli avvocati del libero foro (1.8 Peluffo riformulato).

Arriverà oggli il via libera delle Commissioni anche su altre modifiche come l’integrativa a favore per l’Iva, le semplificazioni fiscali e doganali mentre la possibilità di aderire alla nuova voluntary bis sul contante anche per chi ha già sfruttato la prima edizione del rientro dei capitali. Nella mattina di ieri sono state approvate una serie di novità sulle spese indifferibili. L’ultima modifica al Dl è arrivata ieri sera con un mendamento dei relatori all’articolo 8 che accantona nel conto residui risorse per 39 milioni ripartite tra 2017 e 2018 non utilizzate per l’attuazione delle misure di conciliazione tra vita professionale e vita privata. Il decreto è atteso in Aula a Montecitorio domani dove il Governo dovrebbe mettere la fiducia per votarlo venerdì e poi spedirlo al Senato.

Nelle commissioni si sono anche registrate le divisioni nella maggioranza sull’emendamento dei relatori che aumenta la soglia di attivi da 8 a 30 miliardi che fa scattare l’obbligo per le banche popolari di trasformazione in Spa. Misura che, se approvata, impatterebbe sulla Banca Popolare di Bari che a metà dicembre dovrebbe procedere alla trasformazione in Spa.

Marco Mobili/Giovanni Parente - 09 Novembre 2016 – tratto da sole24ore.com

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